Formazione nell'era delle tecnologie

"Il solo navigare attraverso il World Wide Web rappresenta di per sé un'esperienza educativa" (Ibrahim e Franklin). Questa affermazione in realtà nasconde un inganno: si può agevolmente dimostrare che un conto è navigare, un conto è saper navigare. Identificare quali sono secondo voi i "rischi della navigazione" a cui possono andare incontro utenti meno esperti alla ricerca di informazioni (didattiche e non). Spunti interessanti sull'utilizzo dei motori di ricerca, si possono trovare in questa intervista di Lorenzo Cantoni: I MOTORI DI RICERCA.

Uno dei più gravi rischi a cui i giovani naviganti sono esposti nel WWW è costituito dalla pedo-pornografia.

Spesso indesiderate ammiccanti fotografie invadono lo schermo, impedendoci di continuare nel nostro lavoro e imponendoci una indesiderata sosta ed una successiva perdita di tempo per eliminarle. Queste fotografie sono indirizzate a persone adulte ma ritraggono bambini e ragazze in giovane età della cui consapevolezza non siamo certi.

Dall'Web apprendo che i numeri relativi agli abusi sui bambini diffusi on-line parlano di un fenomeno raddoppiato rispetto agli anni precedenti: i risultati di una indagine della polizia postale e delle telecomunicazioni nei primi sei mesi dell'anno scorso parlano di 38 arresti, 873 denunce e 724 perquisizioni, mentre nel 2008 gli arresti erano stati 39, le denunce 1.167 e le perquisizioni 559. Dall'analisi, è emerso che più del 70% dei bambini tra 10 e i 13 anni naviga su internet. Tra loro l'83% è cosciente dei rischi e ritiene di sapersi difendere.

Ad aver stretto accordi con la polizia delle telecomunicazioni per la tutela dei minori in rete c'è anche Youtube, che per l'anno scolastico in corso si era impegnata a promuovere workshop formativi nelle scuole. Altro obiettivo per la Polizia di Stato è stroncare i guadagni milionari che ruotano intorno alla pedo-pornografia, attraverso partnership con altri Paesi e l'applicazione di nuove tecnologie alle indagini.

Un altro rischio collegato alla navigazione nell' Web è quello di accettare le molte offerte di esami diagnostici poco attendibili, vendita di farmaci senza controllo, giochi diseducativi.

Qualcuno finisce sempre per prendere qualcosa di sbagliato . Molte aziende private stanno promuovendo, su alcuni siti web, l'uso delle indagini con risonanza magnetica e con tomografia computerizzata per un check up generale che avrebbe l'obiettivo di individuare tumori precoci o disturbi cardiaci, ma ci sono segnalazioni di risultati poco attendibili e fuorvianti e di inutile esposizione alle radiazioni. Uno dei nuovi escamotage utilizzati dai cyber-criminali è "nascondere" siti hard all'interno di siti di aziende del tutto inconsapevoli. Anche per i bambini ed i ragazzi, internet ed una navigazione consapevole, se opportunamente e consapevolmente utilizzate, costituiscono delle risorse con innumerevoli opportunità ed occasioni di crescita personale, di formazione e perché no anche di sano svago e divertimento. Puntualmente si verifica invece, che sia i giovani sia molti adulti usino il computer quasi esclusivamente per giocare. Eliminare i videogiochi dalla cultura giovanile non è né possibile né necessario se si considera che i videogiochi, come i libri, non sono né buoni né cattivi, né educativi né diseducativi, né utili né dannosi: ce ne sono semplicemente di adatti e non adatti.

Un altro rischio ancora è la questione dell'informazione sanitaria: diffusione di informazioni sanitarie non sempre corrette e di test genetici non controllati.

Dal Corriere Salute vengo a conoscenza di una situazione allarmante: siti che parlano di malattie, di diagnosi e di terapie sono innumerevoli e i medici segnalano un incremento del numero dei cosiddetti ùworried well», come li chiamano gli anglosassoni, persone cioè che per aver provato una di queste analisi dai dubbi risultati e si sono ritrovate affette da malattie per le quali non sono state preparate perchè accompagnati da un counselling adeguato per le persone che si scoprissero positive a qualche malattia. Internet, per usare un altro termine inglese, può avere un ùknock - on effect» sul sistema sanitario, cioè ùconseguenze indirette che derivano da certi comportamenti», come un aumento dei costi e una maggiore richiesta di interventi sanitari. Secondo un sondaggio fra i medici generici inglesi risulterebbe che uno su quattro ha trattato pazienti per reazioni ai farmaci comprati in Internet. Ancora: risultati mal interpretati dei check up con risonanza magnetica o tomografie computerizzate costringono ad approfondimenti diagnostici costosi.

Infine un altro rischio è quello che il ragazzo utilizzi i social network in modo ingenuo cosî da danneggiare la privacy propria e delle persone care.

Una situazione difficile e seria da controllare, come il Garante del nostro paese ha evidenziato nella sua relazione annuale. Una frase molto significativa della relazione è la seguente: con l'uso dei nuovi mezzi di comunicazione "l'umanita' si trova con una nudità totale, come Adamo ed Eva". A maggior ragione noi insegnanti dobbiamo fare attenzione quando assegniamo un compito agli studenti poiché dobbiamo essere consapevoli del rischio a cui li esponiamo.

D'altra parte per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo tecnologico nel settore della società dell'informazione, la Commissione europea ha varato una serie di iniziative per creare una massa critica di risorse in grado di sostenere, guidare e stimolare la ricerca e l'innovazione nell'istruzione e nella formazione. Le tecnologie eLearning svolgeranno un ruolo fondamentale, consentendo ai cittadini europei di avere un accesso flessibile, appropriato e con un buon rapporto costi-efficacia alle risorse e ai servizi in materia di istruzione, affinché essi possano sviluppare attitudini essenziali e necessarie alla società della conoscenza.

Ed ora ai rimedi, alcuni dei quali proposti da Cantoni nel corso della sua intervista:

  • E' necessario far prendere confidenza con le maschere dei motori di ricerca avanzata che permettono di vedere in un certo formato le pagine dei risultati o solo dei blog;
  • Aiutarli a capire che chi fa motori di ricerca usa algoritmi, cioè fa macchine che non sono esseri pensanti e intelligenti ma macchine appunto;
  • E' utile combinare la ricerca con la valutazione della qualità dei risultati e quindi della "gerarchia delle fonti" cioè un elenco dalla fonte più rilevante ed autorevole a quella meno rilevante e quindi interessante;
  • E' meglio dare una "search quest", cioè assegnare esercitazioni dove il compito sia preciso e chiaro il "criterio di decisibilità", per dirla come Cantoni. Ad esempio è meglio assegnare una domanda specifica, come per esempio: "Trovami il nome del 5° Presidente degli Stati Uniti d'America!", piuttosto che "Trovami qualcosa su baseball americano!"
  • Bisogna fornire ai giovanissimi non solo gli strumenti tecnici per difendersi, come software di protezione che filtrano i siti pericolosi, ma soprattutto competenze relazionali che li aiutino ad auto-tutelarsi.
  • Sta agli educatori orientare i ragazzi nelle loro scelte, proprio come avviene per i libri o per i giochi tradizionali.

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