Lo straniero e la metamorfosi

Introduzione

Nei Romanzi "Lo Straniero" e "La Metamorfosi" traspaiono come temi principali l'assurdità e l'indifferenza dei soggetti alle situazioni che gli vengono poste. Le due opere sono state scritte a poca distanza l'una dall'altra, sia in termini geografici sia storici. Lo straniero nasce infatti in Francia nel 1942 dalla penna di Albert Camus mentre la metamorfosi da Franz Kafka in Germania nel 1915.

La Metamorfosi narra del personaggio di Gregor Samsa trasformatosi in uno scarafaggio e delle esperienze vissute durante questa sua assurda mutazione. Lo Straniero al contrario parla del protagonista Meursault e della sua indifferenza verso le situazioni che gli si presentano e il modo in cui affronta la sua condanna a morte.

Com'è mostrata la presenza dei temi dell'assurdo e dell'indifferenza nelle opere dello straniero e della metamorfosi? In questa cercheremo quindi di individualizzare l'uso di questi due temi e l'effetto che hanno sul lettore.

Indifferenza

Ne "Lo Straniero", come già menzionato precedentemente, il protagonista Meursault è un uomo che si presenta distaccato, alienato dal mondo e dai suoi sentimenti. Egli vive la sua vita giorno per giorno e commenta le sue esperienze continuamente, come fosse una cronaca. Uno degli esempi più lampanti che supportano l'indifferenza di Meursault lo troviamo nella prima affermazione del capitolo uno, che lascia il lettore abbastanza confuso in quanto fa trasparire la scioccante distanza del protagonista su un evento, a mio parere, molto importante:

"Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall'ospizio: ùMadre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.» Questo non dice nulla: è stato forse ieri".[1]

Come possiamo notare l'impressione che Meursault dà al lettore, come già stato espresso in precedenza, è un'indifferenza smisurata della situazione che gli si presenta, mio una situazione di grande importanza e che prevedeva una reazione assai diversa. Questo atteggiamento vuole enfatizzare il suo distacco dal mondo e creare un giudizio morale riguardo al protagonista.

Nello stesso capitolo troviamo un'altra analogica dimostrazione della indifferenza di Meursault. In questo passo del libro il protagonista assiste al funerale della madre. Ma non riesce a rendersi partecipe e, stranamente, non gli vengono in mente pensieri positivi o ricordi lontani che riguardano la madre. Le uniche cose a cui riesce a pensare sono gli elementi visivi, uditivi e olfattivi. Il nostro personaggio infatti si concentra molto sensi, sulla percezione di ogni minimo dettaglio che lo circonda, e in questo caso, l'importanza cade sulle di soddisfazione dei suoi bisogni fisici:

"C'è stata ancora la chiesa e i paesani sui marciapiedi, i gerani rossi sulle tombe dei cimiteri, lo svenimento di Perez [...] e ho pensato che sarei andato a letto e avrei dormito dodici ore"[2]

Questo bisogno di porre le sensazioni e le necessità materiali può essere notato anche nel pezzo dedicato durante la veglia funebre della madre. In questa circostanza Meursault spazia e si perde nei pensieri, quasi noncurante del corpo della madre senza vita giacente di fronte a lui. Egli pensa infatti, al piacere del caffè latte portatogli dal portinaio e si lascia tentare, con stento per via della madre, dal gusto piacevole del tabacco delle sue sigarette.

La necessità di soddisfare bisogni fisici e materiali, e di cercare di cogliere ogni sensazione dalle esperienze della vita è constante per quasi tutto il testo. La carenza di riflessioni di carattere spirituale (presenti soltanto alla fine del racconto) ci fa tornare al punto iniziale dove discutevamo dell'indifferenza di Meursault. La seguente citazione ci introduce alla possibile interpretazione sull'inutile esistenza umana che viene ripresa soprattutto alla fine del racconto, dove meursault sta per essere giustiziato:

"Davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. Nel trovarlo cosî simile a me, finalmente cosî fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora"[3]

Meursault viene condannato a morte non per il crimine commesso,bensî per il suo comportamento distaccato dalle conseguenze del suo atto. Infatti l'omicidio stesso ci fa riflettere sulla stessa freddezza del personaggio nello sparare quattro volte ad un corpo privo di vita, senza motivo:

"Ho capito che avevo distrutto l'equilibrio del giorno, lo straordinario silenzio dove ero stato felice. Allora ho sparato quattro volte su un corpo inerte dove i proiettili si insaccavano senza lasciare traccia. E furono come quattro colpi secchi che battevano sulla porta della sventura"[4]

Ne "La Metamorfosi" l'indifferenza cresce attraverso il racconto. Nel primo capitolo troviamo una situazione di allarme tra i componenti della famiglia, che cercano di nascondere la trasformazione di Gregor il più possibile. Per il resto del racconto la loro indifferenza cresce cosî tanto che la morte del loro figlio non li sconvolge enormemente:

" 'Bene' disse il signor Samsa 'Ora possiamo ringraziare Dio.' Si fece il segno della croce e le tre donne seguirono il suo esempio."[5]

Come nello straniero, anche qui notiamo che le cose materiali occupano una certa importanza nelle vite dei nostri personaggi. Lo stesso Gregor rimane sorpreso per qualche istante dalla sua nuova trasformazione. Pensa di dormirci su, ma nel suo stato non riesce a trovare una posizione adatta per dormire. Cosî inizia a pensare e le sue riflessioni si dirigono direttamente verso il lavoro e i sacrifici che esso comporta nella sua esistenza.

" ' Oh Dio,' pensò ' Che mestiere faticoso mi sono scelto! Ogni giorno in viaggio ' ."[6]

L'indifferenza spesso si congiunge con l'assurdità degli eventi, che in entrambi i libri, si mostra come "tutt'uno" dove solitamente il distacco dei personaggi verso gli eventi viene interpretato anche come comportamento illogico e irrazionale.

Assurdo

Nella metamorfosi questa indifferenza da parte dei personaggi non è cosî presente come nello straniero, ma prevale anzi l'assurdità degli eventi, che con il passare del tempo si arricchiscono di questa caratteristica.

Tutto comincia quando il nostro protagonista svegliandosi ,dopo una nottata agitata, scopre di essersi mutato in uno scarafaggio. Questa trasformazione, avvenuta probabilmente durante la notte, ci viene raccontata cosî:

"Gregorio Samsa, svegliatosi unamattinadasogniagitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. Riposava sulla schiena, dura come una corazza, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre arcuato, bruno e diviso in tanti segmenti ricurvi, in cima a cui la coperta del letto, vicina a scivolar giù tutta, si manteneva a fatica. Le gambe, numerose e sottili da farpietà, rispetto alla sua corporatura normale, tremolavano senza tregua in un confuso luccichio dinanzi ai suoiocchi"[7]

L'assurdità dell'evento non sta tanto nella trasformazione di un uomo in un insetto disgustoso, ma sta nel comportamento del protagonista verso la situazione; infatti la sua reazione è abbastanza passiva, come se in qualche modo lo aveva previsto e che quindi non lo spaventa più do tanto. La famiglia invece si rivolge completamente contro il suo cambiamento, soprattutto nel primo incontro dove il padre si avventa contro di lui e lo ferisce:

"[il padre] afferrò con la destra il bastone del procuratore[...]con la sinistra un grosso giornale dal tavoloe, pestando con i piedi, cominciò a scacciare Gregor indietro nella sua stanza [...]il padre gli assestò da dietro un calcio dalla forza davvero liberatrice ed egli volò, sanguinando copiosamente, in mezzo alla sua stanza"[8]

tanto da lasciarlo a se stesso, e alla fine del libro lo abbandonano alla sua morte:

"Visse ancora l'inizio dello schiarirsi di ogni cosa fuori della finestra. Poi, senza che egli lo volesse, la testa gli cadde del tutto e dalle narici gli uscî debole l'ultimo respiro"[9]

L'assurdo ne "Lo Straniero" sta proprio nell'esagerato comportamento indifferente di Meursault. Gli esempi gia riportati possono esseri di fatti visti con occhio sia indifferente sia assurdo, poiché Meursault si presenta abbastanza irragionevole in alcune situazioni. Questa sua assurda indifferenza è appunto la causa della sua sentenza a morte poiché, come scritto nel testo, ne si dichiara colpevole, ne innocente; rimane indifferente come sempre. Solamente in un momento fatidico della storia (parlando con il prete) Meursault mostra un lato più sentimentale, mentre discute la morte con il prete:

"Gli ho detto che non ero disperato. Avevo soltanto paura, ed era più che normale [...] Riversavo su di lui tutto il fondo del mio cuore con dei sussulti misti di collera e di gioia.".[10]

  1. Camus Albert, Lo Straniero, 7.
  2. Camus Albert, Lo Straniero, 24.
  3. Ivi, 150.
  4. Camus Albert, Lo Straniero, 76.
  5. Kafka Franz, La metamorfosi, 120.
  6. Ivi, 75.
  7. Kafka Franz, La metamorfosi, 74.
  8. Ivi, 88-89.
  9. Ivi, 119.
  10. Camus Albert, Lo Straniero, 143.
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